18 May 2024

Magazine indipendente sui motori

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Stellantis benzina diesel

Negli ultimi anni, l’industria automobilistica ha assistito a una crescente spinta verso l’elettrificazione dei veicoli, alimentata dalle preoccupazioni ambientali e dalla necessità di ridurre le emissioni di gas serra.

Un cambiamento che non è stato senza ostacoli, come dimostra il recente passo indietro compiuto da Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione di PSA e FCA, riguardo alla sua offerta di motori elettrici.

A quanto pare il motore elettrico non è questa grande rivoluzione, sia dal lato ecologico che da quello economico.

Attraverso i suoi marchi Peugeot e Citroën, aveva inizialmente puntato sull’elettrificazione dei multispazio, presentando versioni esclusivamente elettriche dei modelli Peugeot Rifter e Citroën Berlingo.

La decisione di tornare sui propri passi e reintrodurre motori a combustione diesel e benzina sul mercato tedesco rappresenta un chiaro segnale del fallimento dei motori elettrici in questo contesto specifico.

Ci sono diverse ragioni dietro a questo apparente insuccesso. Innanzitutto, l’infrastruttura di ricarica non è ancora sufficientemente sviluppata per supportare in modo adeguato un parco auto composto principalmente da veicoli elettrici. Sebbene vi siano stati progressi nella creazione di stazioni di ricarica, soprattutto nelle aree urbane, l’accesso a una ricarica veloce e conveniente rimane una sfida, specialmente in alcune regioni più remote.

Manca poi  l’adozione da parte dei consumatori. L’interesse per i veicoli elettrici stia crescendo, molti consumatori rimangono comunque preoccupati per l’autonomia limitata, i tempi di ricarica e il costo più elevato rispetto ai veicoli a combustione interna. Inoltre, la gamma di modelli elettrici disponibili potrebbe non soddisfare le esigenze di tutti i consumatori, specialmente in segmenti come i multispazio, dove le esigenze di spazio e capacità di carico sono cruciali.

Da considerare anche i dubbi sull’effettivo vantaggio di queste auto. Certo non c’è smog per le strade, ma l’inquinamento permane con sistemi di produzione emissivi, batterie difficili se non impossibili da smaltire e una filiera davvero poco sostenibile, nonostante quanto viene sbandierato.

Il problema di fondo è poi la fonte dell’elettricità, che viene spesso prodotta con metodi inquinanti.

Auto italiane

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