1 December 2021

Magazine indipendente sui motori

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Idrogeno, colonnine di ricarica e ricerca sulle nuove batterie sembrano il futuro del mondo auto.

L’obiettivo è quello di ottenere auto sempre più sostenibili, capaci di ridurre il fabbisogno energetico e, nel migliore dei casi, utilizzare fonti rinnovabili.

Una tendenza che si va a inserire anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il programma di investimenti che sarà presentato alla Commissione europea per accedere ai 200 miliardi di euro del Recovery Fund.

Un programma massiccio che vede il Governo pronto a puntare moltissimo sulla sostenibilità, cosa già mostrata dai progetti di risparmio energetico dedicati all’edilizia.

Le auto stanno cambiando, e il periodo attuale ne è la prova inequivocabile.

Molto presto, lo stesso rombare dei motori potrebbe essere un ricordo delle auto storiche di queste pagine, con un mercato che si spinge sempre di più verso silenziosi motori elettrici e tecnologie alternative.

Dalle auto a pannelli solari fino all’idrogeno, l’obiettivo è quello di liberarsi delle necessità energetiche, rendendo il trasporto sempre più sostenibile.

Ci sarebbe da discutere sulla natura di questi mezzi e sui danni collaterali della produzione dei motori elettrici, che potrebbero essere molto più gravi del carburante stesso.

Le auto elettriche sfruttano infatti materie prime rare da recuperare trivellando il terreno; inoltre la stessa produzione tra acidi e batterie non è così green come ci si aspetterebbe.

Fatto sta che il mercato sta cambiando e le auto del futuro prossimo, saranno proprio queste, in attesa magari di una tecnologie più utile dell’elettrico.

Interessante il progetto sull’idrogeno.

Il piano di 221,5 miliardi di euro, prevede anche il supporto dell’idrogeno nel mondo dei trasporti.

230 milioni dovrebbero essere dedicati a spingere questa fonte di energia molto più ecologica dell’elettrico, che potrebbe essere il vero futuro della sostenibilità.

Un piano massiccio che cambierà il nostro modo di concepire le auto. Non ci resta che attendere e vedere quali saranno i primi risultati.

Auto italiane

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