24 September 2017

Magazine indipendente sui motori

Magazine indipendente sui motori

Conosciamo tutti Il Piccolo Principe, naturalmente. Quello che non tutti sanno, però, è che il suo autore, Antoine de Saint-Exupéry, fu anche un importante aviatore del primo ‘900.

Antoine de Saint-Exupéry nacque a Lione il 29 giugno 1900 e morì nel Mar Tirreno il 31 luglio 1944, ma soltanto nel 2008 sono stati reperiti i resti dell’aereo sul quale viaggiava, che è stato centrato da un caccia tedesco ed è subito precipitato.

Oltre ad essere uno scrittore, Saint Exupéry scoprì Parigi negli anni fra le due guerre, stringendo durature amicizie: dai piloti Guillaumet e Mermoz a teste straordinari come André Gide e Jean Prévost. Da eterno sognatore, preferì diventare pilota.

Nel 1926 accede come pilota di linea commerciale, del personale navigante delle linee aeree Letecoère. L’aviatore percorreva cinquemila chilometri per trasportare la posta, da Tolosa a Dakar, sorvolando la Spagna, il Marocco, il Sahara, la Mauritania, il Senegal. Aviatore e poi Capo scalo.

In seguito, Saint Exupéry sviluppò una dopo l’altra, avventure aeree pericolose. Sebbene i quarant’anni e un fisico provato, mobilitò e ritrovò un nuovo slancio all’inizio del secondo conflitto mondiale, testimoniato dall’opera “Pilota di guerra”.

Da un secolo di scoperte e cambiamenti, al suo approdo sul fronte di Lérida nel 1936 (durante la guerra civile in Spagna), Bernard Marck riporta anni felici nella vita di Saint Exupéry, ai quali seguirono l’incarico di pilota dell’Aeropostale e la sua popolarità letteraria. Tuttavia, nel 1936 Saint Exupéry penetra in un periodo oscuro che raggiunge l’apice con la morte del suo amico Mermoz. L’anno successivo, la raccolta di memorie Terra degli uomini estende la sua riflessione umanista, eppure disincantata, sull’esistenza.

Durante la seconda guerra mondiale, ebbe un incidente, così si è fermato per un periodo a New York e poi, nel 1942, si è trasferito nel Québec. In America, nel 1943, viene pubblicata la sua famosissima opera “Il Piccolo Principe” che è stata tradotta in più di 180 lingue. Successivamente chiede di essere arruolato nell’aviazione americana e di poter tornare in volo in Francia. Ritornato in Europa, gli sono state consegnate 5 missioni di ricognizione fra la Sardegna e la Corsica, ma nel corso dell’ultima ricognizione è morto, precipitando nel Mar Tirreno.

Piloti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *