18 November 2017

Magazine indipendente sui motori

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fiat 500

La Fiat ha assicurato, per anni, dei modelli di 500 passati in tutto e per tutto alla storia. Quali sono quelli principalmente attivi dal 1968 al 1975?

In pole position, quella che merita la menzione d’onore è la mitica Ferrario Lucertola 500, o Fiat 500 Lucertola, un fuoristrada spiaggina costruita dalla ditta di Albavilla dal 1969 al 1974 circa.
Il prototipo fu realizzato come automobile ad uso personale e soprattutto ai fini di gioco, e si rivelò subito molto interessante per le soluzioni tecniche innovative e l’adattabilità alle mulattiere alpine (così ne vennero costruiti 24 su ordinazione).

Dunque il primo veicolo fu testato e naturalmente perfezionato; dopodiché, risultò possedere ufficialmente 6 ruote indipendenti, 4 delle quali poste al retrotreno e regolate da un bilanciere e le coppie di catene mosse da semiassi di trasmissione per permettere il movimento.
Venne utilizzato il propulsore a sogliola a cilindri orizzontali (tipico della Fiat 500 Giardiniera) ma anche il motore della 500 F a cilindri verticali e il cambio modificato della Fiat 600.
Dotata di freni a doppio circuito, la Lucertola si rivelò molto pratica ed adattabile.

L’altra vettura degna di nota di quel periodo è senz’altro la Ferves Ranger, piccola fuoristrada – spiaggina prodotta dalla Ferves (Ferrari veicoli sportivi) dal 1966 al 1971.
Presentata al salone dell’automobile di Torino nel 1966, venne pensata come veicolo per il tempo libero e per il lavoro, mostrando i modelli ”Normale” e ”Cargo”.

Si presenta come una vettura scoperta a quattro posti, con un telaio specifico a sezione rettangolare e componenti in acciaio, di cui sopra sono fissati i pannelli della compatta della carrozzeria in lamiera d’acciaio. Il parabrezza è stile Jeep. Le sospensioni ed i freni utilizzati sono tipici della 600D, i semiassi anteriori della Autobianchi Primula e il propulsore e la scatola dello sterzo derivano dalla 500 F.

La versione 4×2 sembra esser nata a scopo di uso fuoristradistico e agricolo. Il motore, localizzato sul retro, è bicilindrico in linea raffreddato ad aria, con cilindrata di cilindrata di 499,5 cm³ e albero a camme laterale. La potenza è di 18 CV con coppia motrice di 3,1 kgm a 3.000 giri/minuto.
La trazione è posteriore nel caso del 4×2 e integrale per il 4×4. Entrambi i modelli hanno il cambio a quattro marce e innesto rapido. I freni sono a tamburo, con freno a mano indipendente sulle ruote posteriori. La velocità massima si aggira attorno ai 70-80 km/h.

Auto italiane

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