10 August 2020

Magazine indipendente sui motori

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Il settore auto, si preparava al salto di generazione con l’arrivo dei motori elettrici e una intera nuova prospettiva per l’automotive, già in declino da tempo.

Ma dopo il coronavirus, cosa resterà del mondo auto?

A quanto pare, le grandi aziende che hanno segnato fino ad adesso la storia dell’automobile, si preparano a gravi crisi, con blocchi di produzione e crolli economici senza precedenti.

Il rating di aziende come Ford è stato fortemente tagliato e il futuro sembra davvero buio per l’automotive.

«Ford ha annunciato la sospensione della produzione – spiega l’agenzia di rating S&P in una nota – nelle sue fabbriche in Europa per quattro settimane e in Nord America per sanificare gli impianti. Crediamo che l’Ebitda margin resti sotto il 6% e che il rapporto fra flusso di cassa e debito difficilmente possa andare oltre il 15%. Ford ha puntellato la cassa con 15,4 miliardi in liquidità ottenuti dalla proprie linee di credito e valutiamo che la posizione attuale sia attorno ai 36 miliardi. Il creditwatch è negativo e vediamo un 50% di possibilità di un ulteriore declassamento, a seconda di quanto a lungo resteranno chiusi gli impianti, di quanto rapidamente sarà bruciata la cassa e del livello di adeguatezza della liquidità».

Una delle tante situazioni di crisi dovute alla pandemia che potrebbe però colpire in modo duro un settore che si trovava proprio adesso a una fase di cambiamento importante, interrotta e forse annullata.

Mentre la americane non ripartono, crolla anche BMW, considerata intoccabile, e che si ritrova con un rating abbassato, sempre molto valido ma comunque il segno di un declino in arrivo anche per il settore tedesco.

In crisi anche il Giappone e, in generale la produzione mondiale.

Resta da capire cosa accadrà quando l’epidemia sarà finita, e in che modo il settore auto cercherà di riproporsi in un momento di domanda praticamente azzerato.

Auto straniere

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