18 November 2017

Magazine indipendente sui motori

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Ayrton Senna

La storia di Senna è una di quelle che più appassionano gli appassionati di motori, sia per il forte carattere del personaggio, sia perché è uno di quelli che per i motori ha dato tutto, anche la vita.

Nato da una famiglia benestante, poté permettersi di iniziare a praticare l’automobilismo a soli 12 anni. Da allora disputò diversi campionati minori, prima di approdare in Formula 1 nel 1984.

Dalla Toleman alla Lotus, la sua carriera è stata una costante ascesa fino alla consacrazione in McLaren, segnata dalla rivalità con Alain Prost.

In quegli anni, comunque, la McLaren era molto competitiva, anche nonostante una rivalità così accesa come quella tra i due compagni di squadra, che vinceranno rispettivamente tre e quattro titoli mondiali.

Si ricordano, in particolare, i campionati del 1989 e del 1990: nella prima occasione, a due gare dalla fine, Prost, al quale occorreva semplicemente che Senna non vincesse, causò un incidente con una manovra azzardata in un momento cruciale della gara: 6 giri dalla fine. Senna riuscì a proseguire, salvo poi essere squalificato per aver tagliato una chicane. Nella seconda occasione, invece, la situazione in classifica piloti era analoga, ma a parti invertite: alla partenza della penultima gara della stagione Prost bruciò Senna alla partenza, il quale speronò il francese alla prima curva, causando un incidente che fece ritirare entrambi, decidendo la vittoria del mondiale a favore di Ayrton. Più tardi dichiarerà: «le gare di Formula 1 sono così: alcune finiscono alla prima curva, altre a sei giri dalla fine».

Senna morì nel 1994, in occasione del Gran Premio di San Marino, sul circuito di Imola. Ufficialmente, la causa fu un cedimento al piantone dello sterzo, che portò Senna ad uscire di pista ad altissima velocità, con la parte anteriore destra che andò a schiantarsi violentemente contro il muro e il puntone della sospensione che perforò il cranio del pilota. Portato in elicottero in ospedale, Senna morì poche ore dopo.

A lui sono stati dedicati un monumento sul circuito di San Marino, una canzone di Lucio Dalla e una fondazione in Brasile che aiuta i ragazzi delle famiglie più povere del Brasile ad andare a scuola. Senna, infatti, versò ingenti somme in beneficenza durante tutta la sua carriera, tenendo tutto segreto. Fu la sorella, dopo la sua morte, a divulgare al mondo le opere realizzate grazie al pilota.

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